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Ad iniziare una ricerca, per tentare di dare una risposta a queste e altre domande è Hamete Benengeli, nano di origini africane e traduttore in una piccola casa editrice anch'egli membro della suddetta accademia… ma cos'è poi questa associazione segreta? “L'accademia Pessoa è un'associazione nata dalla sgargiante fantasia di un ubriacone e un perditempo. Si è arricchita, col tempo, di scrittori invisibili, uomini al limiti dell'inesistenza, sognatori delusi e fantasmi sbiaditi…”. Un'accademia per gente che odia la letteratura - si potrebbe definirla - dei nemici dei romanzi in piena regola posseduti dall'oscura forza che spinge l'uomo a non leggere; nemici, o per meglio dire scrittori falliti, che non avendo avuto da quell'antica arte alcuna fama e gloria, l'hanno rinnegata e abiurata. “Un accademia immaginaria, con innumerevoli iscritti, che nessuno conosce, non c'è infatti bisogno di conoscersi si è accomunati dall'odio per i libri… è una fratellanza di spirito… Summa scientia nihil scire, sommo sapere è non sapere nulla”. E non è un caso che gli adepti lavorino nel mondo dell'editoria; correttori di bozze, traduttori, finti-scrittori, lavoratori reietti ormai votati al silenzio, come forma di protesta contro l'odiato (amato) libro.
“Tacere è l'arte più sofisticata per l'intellettuale puro. Ricordi che l'inefficienza, oltre alla dipendenza, è ciò che ha unito Socrate a Rimbaud. Che Cristo non ha scritto un rigo. Che ci saranno sempre più cose inespresse di quanto possano stamparsi sulla carta. E quanto a noi, Signor Benengeli, noi siamo tutti per natura carta bianca”. Ha inizio così un'indagine romanzesca, velata di romanzesco noir, farcita di romanzeschi personaggi come Genaro Solina oscura nemesi di Garcia Marquez, Ramon Rodriguez traduttore uruguayano di Manzoni, follemente infatuato di Anita Garibaldi, Miranda Novarro vedova del defunto Alonso Novarro e femme fatal fino ad arrivare al nostro Benengeli, che di romanzesco ha persino il nome (basti pensare allo storico Cide Hamete Benengeli, di cui Cervantes dichiara di aver ritrovato e tradotto il manoscritto in arabo nel quale sono raccontate le vicende di Don Chisciotte).
Con questa storia, tra farsa e parodia letteraria, Buonanno ci svela il suo sviscerato amore per la letteratura (o forse odio, visto che lavora per una casa editrice?) creando un calderone di stili, personaggi, trame, situazioni, generi letterari arrivando fino all'assurda (ma tanto credibile idea), quale continuazione de I Promessi Sposi, un romanzo indimenticabile per tutti noi come… ma forse è meglio non svelarlo. A voi tutto il piacere di scoprirlo.
(pubblicato su www.romanoir.it il 02.10.2007)
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Roma Noir 2006
Modelli a confronto:
l'Italia, l'Europa, l'America
a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2006)
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